venerdì 19 luglio 2019

DI MAIO E M5S: CHE SSA' DA FA' PE CAMPA'!


(ANSA) - "Visto che lo spread si è abbassato, si potrebbe cominciare ad eliminare una tassa odiosa che è il bollo auto". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico e vicepremier, Luigi Di Maio, a Uno Mattina. "Voglio trovare i soldi per permettere che un'auto, che mi auguro sempre più ecologica, possa essere meno tassata". L'idea è di "una consistente riduzione o di abolirlo davvero", ha specificato "da qui a fine anno le risorse le dobbiamo mettere insieme".

Orgia di promesse sui disastrati conti dello Stato Italiano. Poveri noi, governati da tali irresponsabili! Di Maio farebbe meglio a combattere gli evasori totali e parziali e a non passare alcun condono! E si occupasse dei furbetti del cartellino del "suo" ospedale Cardarelli: 60 indagati! Mandavano i figli a timbrare!

Altro che abolire il bollo auto, in questa Italia di corrotti e ladroni!

Soverato Perché 2
Soverato, 19 luglio 2019

M5S: CHE STATURA POLITICA! CHE ETICA! CHE "CAMBIAMENTO"


Soverato Perché 2
Soverato, 19 luglio 2019

giovedì 18 luglio 2019

DEBORAH BALLESIO: "TANTO L'AVRETE GIA' CAPITO: IO OGGI FORSE... SONO MORTA"

Questi sono alcuni passi del racconto scritto da Deborah Ballesio, la donna ammazzata dal suo ex marito pochi giorni fa, nell'ultimo fine settimana intriso di morti.

Aveva tanta paura e sapeva di essere condannata, il diario del suo omicidio è una terribile accusa e insieme una testimonianza dirompente.

Divulgarlo è un atto di rispetto per Deborah, dolente Cassandra ignorata.
E' un monito per tutti: nessuno trascuri le donne, nessuno finga di non vedere, nessuno si volti dall'altra parte.
Nessuno minimizzi, la violenza non si placa se ignorata o blandita, la violenza uccide.

Grazie, Deborah, che hai voluto donarci il tuo terrore. Giuriamo che ne faremo tesoro.
***
<<Mi ricordo ancora perfettamente il primo carabiniere che mi disse: “Tranquilla, lui è solo uno che parla… Non ti farà nulla… Esageri”. Ogni tanto lo guardo da quassù, mentre fa la spesa, mentre porta fuori il cane... Chissà se si ricorda di me, delle sue parole; chissà se ogni tanto pensa che sta vivendo la sua vita. Quella vita che io ora non ho più. Tanto l’avrete già capito: io oggi forse… sono morta>>

<<Non voglio certamente dire che la colpa degli eventi che vi racconto sia la sua. In effetti non riesco nonostante tutto a trovare dei veri colpevoli in tutto questo enorme disastro. Quello che ho visto sono state scuse, sono state inosservanze, e soprattutto è stato il continuo sottovalutare situazioni rischiose. Omertà la parola che regna su questo mondo attuale. Omertà la parola che ora odio di più e di cui adesso mi posso fregare e la posso superare. Tanto ormai che mi possono fare???Niente caffè con gli angeli oggi?>>

<<Ora dico la mia, la dico sul serio, senza omettere nulla, senza nascondere nessuna colpa. raccontando tutto dall'inizio, tutta una storia normale di una ragazza strana (...)>>

<<Torno a casa, parcheggio e passo prima un attimo da mia madre per salutarla e sapere come sta, ma già da casa sua sento distintamente Mimmo parlare a voce alta nel nostro appartamento «la p... è arrivata, come si permette di portare chi vuole lei sulla nostra macchina? Io qui che la aspetto come un c... e lei chissà chi si andrà a s... in giro» cerco di distrarre mia madre, le alzo il volume della tv, non voglio che sappia, non voglio che debba sentire cosa sta per accadere.
Ma non ho scelta, devo rientrare.

<<Esco dal suo appartamento. Provo ad aprire la porta di casa mia, e ad aspettare un poco, spero che magari lui scenda in giardino per parlare fuori e magari essere meno rumorosi, ma lui non si muove anzi mi urla bestemmiando di chiudere le porta. La voce non è di nuovo la sua, è tutto come la volta scorsa, sono passate tre settimane appena e ci risiamo? Non posso crederci. Ho tanto freddo, salgo le scale, i cani scappano fuori spaventati, lui sta urlando anche contro di loro, arrivo su e vengo investita da una scarica di insulti tremendi su di me, sulla mia famiglia, mi urla in faccia che sono una fallita e una p... da quattro soldi, cerco di reagire gli grido di smetterla, gli dico che non ho fatto nulla di male.>>

<<Lui sembra non vedermi nemmeno, sembra non sentirmi, continua a gridare, la sua voce mi entra nelle vene, il mio corpo si paralizza, non so cosa devo aspettarmi. Sembra ogni volta che apre bocca che mi voglia picchiare, ma non succede, ma non mi sento per nulla sollevata, le sue parole vanno dritte al cuore, vuole ferirmi il più possibile, con una precisione quasi chirurgica va a cercare ogni argomento che riesce a ferirmi di più; il mio vecchio lavoro, mio padre perso, mia sorella morta 7 anni prima, mi urla in faccia che sono stata io a farla morire, che non sono in grado di fare altro se non perdere le persone. Che tutti se ne vanno da me e fanno bene, perché sono una persona di m.... Che vorrebbe che io fossi morta. Mentre pronuncia queste frasi massacranti i suoi movimenti, i suoi gesti si fanno enormi, minacciosi, le sue mani così grandi che mi davano sicurezza, che mi facevano sentire protetta diventano enormi minacce che ogni volta che si alzano sul mio viso, soltanto per rafforzare mimicamente un’espressione verbale, io chiudo gli occhi strettissimi nell’attesa di un colpo che non arriva, dentro di me lo vorrei, in fondo uno schiaffo farebbe molto meno male di quello che sta accadendo.>>

<<Non mi capacito di come una persona che dice di amarti possa esprimerti tutto quell’odio in un attimo. Il mio pensiero, mentre lui continua ad urlare, va proprio a mia sorella, la mia amatissima sorella che nella sua vita aveva sofferto talmente tanto di una depressione maniacale da aver tentato il suicidio per più di cento volte, distruggendo il suo corpo e riducendolo a spegnersi a soli 46 anni... perché lui va a toccare cose così delicate? Perché rivanga dolori mai superati? Mi vuole distruggere moralmente, mi vuole spezzare. >>

<<Dopo quattro giorni di angoscia verso l’ora di pranzo mentre ero nello studio del geometra mi arriva un messaggio da lui, mi dice che va via, che non vuole saperne più nulla di me, che sono solo una povera t..., che al mio arrivo non troverò più traccia di lui. La mia mente si solleva un istante, mi rendo conto di desiderare che accada, l’uomo di cui mi ero innamorata si sta rivelando la mia distruzione,non so che pensare (...). Arrivo in casa, non lo vedo, faccio un giro veloce ma non vedo nessuno… è andato via sul serio? Il mio matrimonio è stato un così totale fallimento? Vado verso il bagno per sciacquarmi il viso, i miei pensieri si interrompono bruscamente il sangue mi sembra impazzire nelle vene, il mio cuore si stringe come fosse stritolato, lui è nella doccia e ride. Mi dice di aver nascosto la macchina. Mi chiede sono stato bravo??? Ti ho fatto un bello scherzo. Ti sei spaventata? Questa è la paura che da quel momento in poi non mi abbandonerà mai più.>>
Deborah Ballesio
ammazzata dall'ex marito il 13 luglio 2019
***


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Soverato, 18 luglio 2019

mercoledì 17 luglio 2019

CAMILLERI: ADDIO MAESTRO. I CALABRESI SIAMO


Lo scrittore Andrea Camilleri ci ha lasciato. E' un dovere per noi salutarlo come si saluta un padre buono. 

Lo ringraziamo per la lettura dei suoi testi saggi, per la bonarietà che era arguzia e nobiltà, per il suo umanissimo Montalbano, per i suoi occhi acuti per nulla oscurati dalla cecità.

Il suo ultimo racconto su Tiresia, l'indovino cieco, ci aveva immensamente intenerito e rattristato, e scorto tra il pubblico Luca Zingaretti, scattato in piedi a salutarlo e applaudirlo, abbiamo immaginato di essere là a farlo anche noi.

Scompare una figura di grande saggezza e generosità. Scompare una persona colta e modesta. Scompare una luce di grandezza che ci lascia un po' più in balia dei disumani arroganti e protervi.

Addio, maestro. Anzi, addio, Maistru. I calabresi siamo! Susimuni tutti pemmu t'accumpagnamu, ma macari non ti scassamu i cabasisi! In primisi agghiuttimu i lacrimi, ma alla scurata na' picca chiangimu. Poi n'accricriamu  e nu to scrittu e puru pe ttia combattimu tanti farfanterie.

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Soverato, 17 luglio 2019

SOVERATO: IL RAVVEDIMENTO OPEROSO DEL SINDACO ERNESTO ALECCI

I Fatti, soltanto i fatti

Dopo l'assurda mattanza degli alberi sul nostro lungomare, per la quale nessuna spiegazione è stata fornita, il sindaco Alecci tenta di risarcire la città amareggiata e ferita. 

Nelle foto lo vediamo mentre pianta alcuni alberi in una scarpata brulla della nostra città, nei pressi del passaggio a livello. 

Forse hanno avuto esito le nostre ostinate e continue segnalazioni, i nostri incessanti richiami e appelli per una Soverato #iocicredo, lui, #soveratocomecrederci?, noi.

Forse ha finalmente compreso che non sempre la claque e gli
aficionados accompagnano in percorsi virtuosi e costruttivi.

Confidiamo che possa essere il primo passo nell'ascolto dei suoi concittadini, nell'umiltà doverosa del servizio politico e nel comprendere che la città è patrimonio di tutti, non soltanto di quelli che gridano, sbraitano e fanno curva sud violenta e improduttiva.
Segnaliamo ancora una volta le sedie e i tavolini scaraventati dai bar sulla strada, per servire l'autoctono gelato "mindefù", ne abbiamo scritto il 2 giugno.
Segnaliamo  ancora i grandi bidoni dei rifiuti tenuti all'esterno da quasi tutti gli esercizi commerciali, altro chiaro esempio del "mindefù"! A cosa è servito aver eliminato i cassonetti? Ne abbiamo scritto il 3 maggio scorso.

Soverato amata e curata da tutti, anche dall'amministrazione comunale, è il fine che ci proponiamo per il benessere e il futuro di tutti.
Finalmente, sindaco Alecci, sembra che lei cominci a comprenderlo, speriamo non sia soltanto un effimero flash.

#soveratocomecrederci?

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Soverato, 17 luglio 2019

martedì 16 luglio 2019

DI MAIO vs ATLANTIA: SE LA METTIAMO DENTRO ALITALIA SI TRASCINA A PICCO ALITALIA, FA PRECIPITARE SOSTANZIALMENTE GLI AEREI

VIDEO 

15 LUGLIO 2019 - ATLANTIA ENTRA IN ALITALIA.

A futura memoria e noi basiti fissiamo qua il video in cui Di Maio a Porta a Porta ha dichiarato:

AUTOSTRADE IN ALITALIA. IL PONTE MORANDI DI GENOVA, L'INFAMIA E IL GUIZZO DELLO SDEGNO CHE CI MORDE IL CUORE

Alitalia risorge! La vampira compagnia di bandiera mangiasoldi, da decenni sul groppone dei cittadini italiani, più volte ricapitalizzata a nostre spese, e serbatoio di favori, scambio, potere, liquidazioni ultra milionarie a manager strapagati che l'hanno fatta fallire continuamente, sale di nuovo agli onori della cronaca e di una politica spergiura, ipocrita, corrotta e senza vergogna.

La "salvano" FS, Mef, Delta airlines e Atlantia,  l'Autostrade di Benetton, quella del disastro del ponte Morandi a Genova.

Di Maio, con la sua faccia di bronzo, scrive su FB. "Sia chiara una cosa però: niente e nessuno cancellerà i 43 morti del Ponte Morandi. Niente e nessuno cancellerà il dolore delle loro famiglie. Sulla revoca della concessione ad Autostrade non indietreggiamo di un solo centimetro! Andiamo avanti. Meno parole, più fatti!".

Siamo allibiti!

Lo stesso Di Maio, il 27 giugno scorso: "Atlantia è decotta, non può essere coinvolta in Alitalia"
"Se li mettiamo dentro Alitalia, faranno perdere valore anche ad Alitalia, faranno precipitare gli aerei". La replica della società: "Parole gravi. Ci riserviamo azioni legali". La controreplica. "Sono più veloci a minacciare querele che a chiedere scusa ai familiari delle vittime del ponte Morandi".  
E Toninelli, 2 luglio 2019: "Chi fa crollare un ponte con 43 morti non è stato in grado di rispettare le regole e non è all'altezza di gestire un bene pubblico italiano". Per Toninelli nel mirino ci sono tutte le concessioni in mano ad Aspi, e non soltanto il ramo ligure. "È venuto totalmente meno il rapporto sui fiducia nei confronti di un concessionario che si è dimostrato incapace di gestire un bene pubblico, questo deve portare a una evidente revoca della concessione perché le relazioni fanno capire come il modello manutentivo applicato al Ponte Morandi a Genova sia lo stesso applicato su tutti i 3.000 chilometri".

Sbigottiti vediamo sfilare le facce di bronzo di chi stritola le nostre vite e le nostre anime.  Di Maio, Castellucci (AD di Atlantia/Autostrade), e 
Cereti, Bonomi, Libonati, Cempella, Mengozzi, Zanichelli, Cimoli, Colaninno, Passera, Marcegaglia, Montezemolo. Gentaglia che ha spolpato Alitalia e il Paese.
Increduli oggi ascoltiamo e leggiamo dichiarazioni  di chi pensa che noi siamo degli stupidi imbambolati  privi di senso e di cervello. Prostrati pensiamo a Genova e a tutti i balletti ipocriti e menzogneri a cui abbiamo assistito soltanto meno di un anno fa.


I 43 morti, gli sfollati, le famiglie sono nel nostro cuore. Avranno soltanto una falsa e patetica commemorazione al prossimo imminente primo anniversario, ricca di altre chiacchiere e di proclami bugiardi, ché già i fatti di oggi parlano chiaro e raccontano infamia.

Attoniti scriviamo, invitiamo tutti a manifestare indignazione e consapevolezza, e ai genovesi diciamo di sfilare con il segno del lutto sulla loro bandiera, quella che orgogliosamente hanno issato nei giorni successivi alla tragedia.

Che l'inse! Indignazione, consapevolezza, disgusto, memoria, dignità, vita. Che l'inse! Cominci una indispensabile e irrinunciabile nuova era! Indietreggino gli indegni!

Di Maio, Porta a Porta, video: << 
La questione di Atlantia, io voglio dirle una cosa. Se abbiamo detto l'anno scorso ai funerali delle vittime del ponte Morandi che revocavamo le concessioni ad Autostrade, il giorno in cui il governo in maniera coerente revocherà le concessioni, Atlantia, cioè i Benetton, perderanno azioni in borsa? Perderanno valore? Diventeranno un'azienda che ha delle difficoltà?
Se la mettiamo dentro Alitalia si trascina a picco Alitalia, fa precipitare sostanzialmente gli aerei>>

I BENETTON NON PUZZANO PIU'. ATLANTIA ENTRA IN ALITALIA

M5S RACCAPRICCIANTE: BENETTON IN ALITALIA (ATLANTIA, AUTOSTRADE, PONTE MORANDI DI GENOVA)

ALITALIA     PONTE MORANDI GENOVA



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Soverato, 16 luglio 2019

lunedì 15 luglio 2019

LORO NON LO FANNO! STORIE TREMENDE NEL FINE SETTIMANA ITALIANO. AIUTIAMOLO NOI, IL NOSTRO POVERO PAESE


Storie tremende nel fine settimana italiano.
Dodici giovani sono morti in diversi incidenti stradali. Una donna a Savona è stata ammazzata dal marito in un locale pubblico, stava cantando al karaoke. "Ti ricordi di me?", irrompe lui e urla come in una terribile canzone, e le ha sparato.

In Sicilia, a Vittoria, due cuginetti sono stati uccisi da un balordo alla guida di un Suv, e sempre in Sicilia un giovane padre registra un video Facebook mentre guida la sua auto e il conseguente tragico incidente costa la vita al suo giovanissimo figlio.

Vite tranciate con violenza e dalla violenza.
La violenza feroce del marito che spara alla sua "proprietà", la violenza dell'alcol e della droga, la violenza della delinquenza, e quella dell'apparire, della presenza sempre e comunque sui social, dell'esserci a tutti i costi, anche se le azioni che si documentano sono ordinarie e i commenti che ne scaturiscono altrettanto ordinari.

Le istituzioni e la politica sono lontane, affaccendate in loschi traffici e in inquietanti giochi di potere e di denaro.

Le donne sono sempre in pericolo, sia che si tratti di occhiate lascive in strada, sia che si tratti del giudice Bellomo, sia che restino in balia di compagni violenti.

La donna uccisa a Savona, Deborah Ballesio, aveva scritto un libro "Sono già morta", in cui aveva profetizzato la sua fine. Spaventoso.
Sconvolgente è questo passo «Mi ricordo ancora perfettamente il primo carabiniere che mi disse: “Tranquilla, lui è solo uno che parla… Non ti farà nulla… Esageri”. Ogni tanto lo guardo da quassù, mentre fa la spesa, mentre porta fuori il cane... Chissà se si ricorda di me, delle sue parole; chissà se ogni tanto pensa che sta vivendo la sua vita. Quella vita che io ora non ho più. Tanto l’avrete già capito: io oggi forse… sono morta».
Deborah era amica di Edoardo Raspelli, il critico gastronomico, è lui che custodisce le bozze del libro. (Fulloni, Corriere della Sera di oggi)

Inutile aggiungere che questa tragedia ci fa interrogare profondamente, sulla legge, le denunce, la considerazione per queste vittime ignorate, l'allarme sociale totalmente assente, e la politica, sempre la politica, colpevole  ed estranea.

Le famiglie in difficoltà, stritolate dal quotidiano faticoso non riescono a contenere gli adolescenti, soprattutto quando "la società" non offre il minimo aiuto.

"La società" siamo noi. Timorosi, Nascosti, Pavidi. Stanchi. Quelli del che me ne frega, che "non s'impicciano", non vedono, non sentono, non intervengono mai. Possiamo costatare i peggiori comportamenti, il linguaggio scurrile, le bestemmie, le scompostezze, le scorrettezze, ci giriamo dall'altra parte! Che ce ne frega, e muoiono le donne, si falcidiano i ragazzi, decollano aggressività e violenza, mentre sui social imperano gli imbecilli trascinando deboli e incapaci nella spirale del peggio.

La politica, sempre la politica, ci mette il gravissimo e irresponsabile suo. Alimenta vacuità, addita inesistenti colpevoli, solletica i violenti e li adula, li lusinga, li accarezza, in una sozza riserva di forza pronta a scatenarsi.

L'altra politica, quella del denaro e degli arricchiti parvenu del potere, briga perché tutto resti com'è e non disturba il manovratore ispido, rozzo e grosso. E' paga e satolla della cravattina, dell'abituccio, dei meeting, dello staff, delle convention, del grasso che è colato su moltissime persone anonime e senza alcuna qualità, che ovviamente non fiatano, hai visto mai si perda la lussuosa vetta conquistata!

Ritratto del nostro Paese. Ritratto di noi, "la società".
Con la mai sopita speranza che ci svegliamo tutti e diamo la sveglia al Paese. E' ormai una questione di vita.

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Soverato, 15 luglio 2019

domenica 14 luglio 2019

SOVERATO: L'HOSTARIA DI DARIO FINOCCHIARO. ESEMPIO DI CIVILTA' E AMORE PER SOVERATO

I Fatti, soltanto i fatti

La nostra piazza Don Gnolfo, biglietto da visita di Soverato, è finalmente recuperata, rispettata e amata. Grazie al ristorante HOSTARIA di Dario Finocchiaro e Collaboratori. 


Il capolavoro che è sempre stato lo vedete fissato nelle belle foto uno e due  di Michele Calabretta. Grande, affacciata sul mare e sulla via Marina, colonnine e pavimentazione a scacchiera, altrove ne avrebbero fatto un gioiello permanente.

Negli anni l'abbiamo vista incredibilmente trascurata e imbruttita, sfruttata dai precedenti ristoratori con orribili gazebo di plasticaccia e tubi assortiti. Deturpata con pesanti tendaggi di altra plastica che avrebbe voluto essere trasparente ma che invece si presentava opaca e lurida. Una negligenza strafottente per tutta la città. 

Il caratteristico pavimento a scacchi bianchi e neri sempre sporco, le panchine insozzate, ricettacolo di bottiglie e pattume vario.  Insensibilità, sciatteria e menefreghismo assoluto in uno dei luoghi più belli di Soverato.

Se pure, talvolta, è stata concessa per qualche manifestazione, questa aveva lasciato per mesi testimonianza di ciarpame e scarti, vedi l'ultima sulla birra.  L'Amministrazione, come d'uso, ha lasciato fare.  

Adesso è un'oasi. Pulita, curata, amata, ornata di piante: ulivi, palme, banani. Rinata a nuova vita, finalmente! Restituita alla città.

E' quello che ci si aspetta da operatori commerciali e turistici sensibili e attenti, e Dario Finocchiaro lo è. E' quello di cui Soverato ha bisogno per tornare a splendere.

Non ci servono i tavolini e le sedie scaraventati in strada da troppi locali cittadini, né gazebo di plastica improvvisati e sporchi, e neanche baracchini abusivi e non, le cui condizioni igieniche ed estetiche raccontano benissimo cosa s'intenda per "cliente" e come e quanto si rispetti questi e la città!
E non vogliamo il gelato al gusto "mindefù", che in troppi luoghi si serve a Soverato.


Ringraziamo questi giovani proprietari di Hostarìa, Corso Umberto I 9 e piazza Don Gnolfo a Soverato. 
Incoraggiamoli con la nostra presenza, premiamoli diffondendo il nome del loro locale. Sono giovani che non se ne sono andati, che amano Soverato e le danno lustro.

Buona estate e buon lavoro a Dario e a tutto il suo staff. Siete un esempio!

NB: Soverato Perché 2 non conosce personalmente i gestori del locale, né la presente è ingannevole pubblicità commerciale.
E' invece un atto di ringraziamento e fiducia verso chi, per una volta, non ha imbrattato, non ha sporcato, non ha utilizzato arredi e attrezzature orribili, ma ha dimostrato buongusto, volontà e impegno serio.

#soveratocomecrederci?

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Soverato, 14 luglio 2019

sabato 13 luglio 2019

IL PAESE DELLA STORIACCIA

L'affaire Savoini è una storiaccia. Ci ricorda Gladio e la P2.
E storiaccia è la storia del giudice Palamara e del giudice Bellomo arrestato giorni fa.

Storiaccia è stata l'autorizzazione a non procedere contro Salvini per la Diciotti (chi se lo ricorda?), e il gesto delle manette di un senatore della Repubblica (Giarrusso).

Storiaccia è Luca Lotti, ex ministro, fidatissimo di Renzi.
Storiaccia sono i 49 milioni rubati dalla Lega che saranno restituiti in cinquant'anni, e sempre storiaccia è Siri, della Lega, e Rixi, altrettanto. E il rosario brandito, i bacioni, le invocazione alla Madonna e al suo Cuore Immacolato.

Storiaccia è il M5S che ha consentito l'approdo al potere di un partitino come la Lega (ché questo è) e a lei si asservito totalmente per rotolarsi nel potere e nel denaro che lo avvince e lo corrompe fin dentro l'anima.

Storiaccia è stato il ponte Morandi di Genova con i suoi morti innocenti, e adesso Autostrade supplicata per intervenire a finanziare Alitalia, compagnia di bandiera vampira del denaro di noi italiani, ma serbatoio infinito di voti, favori, scambi e vergogne.

Storiaccia sono gli insulti a Carola, la Capitana che ha beffato il Capitano, storiaccia è la gang che ha ammazzato il povero pensionato a Manduria, le violenze inaudite sui bambini, e quelle sulle donne.

Storiaccia sono le ruberie, l'approfittarsi, i guadagni illeciti, l'esercizio del potere per i propri loschi fini. E la leggerezza, l'irriflessione, la faciloneria, il che c'è di male, la collusione, il che me ne frega, il chiudere gli occhi, il lascia che poi, il fingere che non!

In questo Paese alla deriva, stanco e accaldato, le storiacce si accumulano, si inanellano, si intrecciano, si intersecano, si mescolano, fino a sciogliersi nel niente.

La nostra coscienza, vestita di uno scafandro impenetrabile, i nostri occhi ciechi, la nostra mente ottusa, permettono che accada tutto ciò. Non un moto di ribellione, non un guizzo di sofferenza, nessuna mobilitazione ovunque per testimoniare l'umanità, ormai diventata disumanità e disvalore.

Sbalorditi ci interroghiamo, pensiamo, meditiamo.
Forse non esiste "la banalità del male", perché il male non è banale. E non condividiamo che "pensare è pericoloso": pensare NON è pericoloso.

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Soverato, 13 luglio 2019

venerdì 12 luglio 2019

SOVERATO: APPELLO. POTREMMO IMPARARE DALLA ROMAGNA


I Fatti, soltanto i fatti

Invece di comportarci come ci comportiamo, potremmo essere generosi, appassionati, civili.

Invece di sporcare, inquinare, depredare, oltraggiare quello che è di tutti, potremmo essere rispettosi, puliti dentro e fuori.

Potremmo per esempio, non lasciare sulla strada le deiezioni dei nostri cani, o non transitare la via dell'ippocampo che è vietata al transito, potremmo tenere alla spiaggia pulita, non parcheggiare in doppia fila, non scaraventare i tavoli per strada per far gustare il gelato al gusto "mindefù", non insozzare le panchine, non scorrazzare con le autoradio ad altissimo volume.

Potremmo non sprecare l'acqua, essere attenti a una corretta gestione dei rifiuti, non annientare il verde, non dire bugie, non millantare, non manipolare. Potremmo non farci pubblicità a buon prezzo e sui dolori degli altri.

Potremmo migliorarci la vita e migliorare quella di tutti. 
Potremmo pensare ai nostri doveri e non sempre ai nostri poteri. Potremmo essere umili, fare servizio, essere di esempio, soprattutto se in ruoli e funzioni pubbliche.

Potremmo 
fare in modo che le trombe d'aria non siano soltanto rovina ma percorso per nobilitarci. Come hanno appena fatto a Milano Marittima.

#soveratocomecrederci?

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Soverato, 12 luglio 2019

M5S RACCAPRICCIANTE: BENETTON IN ALITALIA (ATLANTIA, AUTOSTRADE, PONTE MORANDI DI GENOVA)

I Benetton, Autostrade/Ponte Morandi di Genova, entrano in Alitalia! Supplicati perché entrino!

Sì, sì, Atlantia, cioè Autostrade, quella del crollo del ponte Morandi di Genova.
Quella esecrata, additata al pubblico ludibrio, per cui il M5S si è stracciato le vesti e ha giurato e urlato che le avrebbe revocato la concessione delle autostrade italiane! Che non le avrebbe consentito neanche un bullone nella ricostruzione del ponte, e adesso invece... vola!

<< (...) come faranno Di Maio e i 5 stelle a cancellare un anno di dichiarazioni ostili contro i Benetton. Le mani avanti sono state già messe perché da giorni sia il vicepremier che altri esponenti del Movimento, come il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli, ripetono che il dossier Alitalia è una cosa mentre quello che riguarda Autostrade e la revoca della concessione è un’altra.>>

Genovesi! Italiani!  Il dossier Alitalia è una cosa mentre quello che riguarda Autostrade e la revoca della concessione è un’altra, eh! Non vi confondete!
Pagliacci! Spergiuri! Impostori! Senza onore!

(ANSA) - ROMA, 21 MAG - "Non consiglio di lanciare queste sfide al governo da parte dei Benetton, abbiamo un tavolo molto serio al Mit per la revisione delle concessioni perché la ferita del Ponte Morandi è ancora aperta. Detto questo nessuno pensi che si entra in Alitalia per comprare il silenzio del governo su altri dossier". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio al Forum ANSA.

E sempre Di Maio il 27 giugno scorso "Atlantia è decotta, non può essere coinvolta" in Alitalia

Genovesi! Italiani! Come accettare tutto ciò? Come resistere, andare avanti, sperare, respirare?
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LA STORIA (sintetica)
Eccolo qua: il pozzo senza fondo di Alitalia! 
Una vergogna senza limiti! Chi si ricorda di Cereti? Bonomi? Libonati? Cempella? Mengozzi? Zanichelli? 

Di Cimoli che AD e presidente, ha divorato un compenso di circa 8 milioni di euro!

Di Berlusconi che non ha voluto vendere ai francesi ma ha ripianato le perdite con soldi pubblici e poi, pulita, l’ha regalata ai "capitani coraggiosi"! I quali capitani, "coraggiosi" con i nostri soldi, Colaninno/Passera/Marcegaglia/Geronzi & Co, l’hanno spolpata bene bene e poi l’hanno gettata nei rifiuti. 
Come sempre i piccoli azionisti e risparmiatori furono rovinati.

Poi, Matteo Renzi, esilarante col "decollo Alitalia/decollo Italia", ha chiamato Montezemolo (Montezemolo!) a guidarla e ha promesso mirabilie. Ancora un'altra buonuscita stellare per l'inetto Luca nazionale.
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Correva l'anno 2008 e Silvio Berlusconi Premier non volle vendere Alitalia ai francesi, ma ripianò le ingenti perdite con i soldi pubblici e poi, pulita e bonificata, la regalò ai "capitani coraggiosi", come orgogliosamente li definì.
Plaudì, Berlusconi, benedicente e fiero, a una cordata di imprenditori italiani. Sempre Colaninno, e Passera, Marcegaglia, Geronzi (della vecchia Banca di Roma, altro crac), che la spolparono per bene e poi la gettarono via.
I cittadini italiani assistettero impotenti alla liquidazioni stramiliardarie di Cimoli (8 miliardi), e Cereti, Bonomi, Libonati, Cempella, Mengozzi, Zanichelli, e Montezemolo. Proprio coloro che pur avendo letteralmente rovinata Alitalia, se ne congedavano come novelli Creso.
(Renzi poi chiamò Montezemolo! Decollo Alitalia/Decollo Italia: ridevano anche i polli!)
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Dopo di che, è cominciata l'altalena, esuberi, un mese di tempo, non c'è carburante, gli aerei non partono, la comprano, non la comprano, la vendiamo, non la vendiamo... Autostrade no, assolutamente no...

Oggi apprendiamo la novella: 
Benetton, Autostrade/Ponte Morandi di Genova in Alitalia. Un altro capitolo di un indicibile orrore della politica italiana.

ALITALIA     PONTE MORANDI GENOVA

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Soverato, 12 luglio 2019

giovedì 11 luglio 2019

SOVERATO: SUMMER ARENA. QUANTO RIMANE ALLA CITTA' DEI MILIONI INCASSATI?

I Fatti, soltanto i fatti

Ieri è stato presentato il quarto cartellone della Summer Arena. Presenti il Sindaco Alecci, il patron delle manifestazioni, Senese, e tutta la coreografia necessaria.
Cartellone ricco e abbondante. E redditizio, molto redditizio.

«Quest’anno abbiamo ben 36 sponsor – ha sottolineato Senese –  il doppio rispetto allo scorso anno, tra cui 10 spa a livello nazionale e internazionale. Il nostro più grande sostenitore resta comunque il pubblico che viene a pagare il biglietto, in tre anni abbiamo avuto 80.000 paganti, di questi il 65% proveniente da ogni parte d’Italia».

Quindi: 80.000 paganti per 35 euro a biglietto (media bassa) ammonta a 2.800.000 euro.
Due milioni e ottocentomila euro!
Tolto il compenso agli artisti, tolte le spese, il giusto compenso a Senese, quanto rimane alla città ospitante, cioè a noi?

La Summer Arena è quell'affare per cui la città di Soverato fornisce lo spazio appositamente dedicato del FU campo Nunzio Marino, e dove sono state anche sacrificate decine e decine di alberi. 

Soverato provvede poi per tutti gli importanti (e costosi) servizi relativi a una (pacifica) invasione di migliaia di persone. Tutto pagato da noi cittadini, naturalmente. In termini di tasse, chiasso, disagi, eccetera.

Il Sindaco Alecci vorrebbe informarci di quanto resta in cassa alla città dei circa tre milioni dichiarati dallo stesso Senese? Non vogliamo credere che si contenti del controvalore delle birre vendute! Sarebbe un pessimo amministratore!

Soverato deve avere il dovuto e giusto corrispettivo. A quanto ammonta? E' dovuto il rendiconto.

#soveratocomecrederci?

Soverato Perché 2
Soverato, 11 luglio 2019

martedì 9 luglio 2019

SOVERATO - NOTA PER IL SINDACO ALECCI: SE "ANDARE A MARE E' UN DIRITTO DI TUTTI"...

I Fatti, soltanto i fatti

... non è diritto del sindaco di Soverato strumentalizzare e farsi propaganda così evidente e sgradevolissima.

Sarebbe stato molto più educato e signorile divulgare l'iniziativa in modalità "servizio", umile, dovuto, ovviamente impossibile da non approvare, senza la foto del quanto sono bello, bravo, orgoglioso, addirittura esplicitato in didascalia e con il plateale ringraziamento alla sua assessora. Tutto evidentemente asservito al proprio narcisismo e culto.

Altrettanto sgradevole il pistolotto verso i cittadini di Soverato, "che forse iniziano a capire che mettere un dosso in città e creare qualche parcheggio in più per i disabili non rappresenta togliere loro la libertà di parcheggiare dove si vuole o la libertà di correre in città come su una pista automobilistica...".
Quindi, "non è tolta" e resta la libertà di "parcheggiare dove si vuole e la libertà di correre in città come su una pista automobilistica"!

Sindaco, ma lei pensa prima di scrivere e pubblicare tali castronerie? E' lei che scrive così male o è un addetto dalle truppe cammellate?

Ma si rende conto di ciò che diffonde? Tenga sempre bene in mente che i cittadini di Soverato capiamo molto più di quanto lei immagini!

Invece di pavoneggiarsi in tale insopportabile maniera e scrivere sciocchezze a uso e consumo degli sciocchi, magari chieda scusa per tutti gli incredibili disagi che ci ha scaraventato addosso: altro che "sono orgoglioso" e 
"#IOCICREDO"!

Il problema è che non ci crediamo noi cittadini (truppe cammellate a parte).

#soveratocomecrederci?
Soverato Perché 2
Soverato, 9 luglio 2019

SOVERATO IN CATENE



I Fatti, soltanto i fatti

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Soverato Perché 2
Soverato, 9 luglio 2019



lunedì 8 luglio 2019

I BACIONI DI SALVINI LETTI MAGISTRALMENTE DA FULVIO ABBATE

Stupendo scritto di Fulvio Abbate. Lo condividiamo per il piacere della lettura, la visione lucida e la meditazione che deve conseguirne. Qualche stralcio, oltre il link per l'intero pezzo. Grazie, Abbate. << Nessun ministro finora si era espresso in modo così informale, di più, sbracato, postura da tramezzino, la mano a grattarsi il pacco, il ghigno da implicito ’stocazzo. << (...) bacioni a conferma della deriva plebiscitaria, quindi vigilare e baciare, poi verrà anche il punire, c’è tempo, tranquilli, intanto però amore a tutti. (...) << Forse, a pensarci bene, dato il faccione in primo piano di chi quei bacioni invia, potrebbe perfino trattarsi di un gesto intimidatorio, prima i bacioni poi arriverà anche, che so, la testa di cavallo ficcata sotto le lenzuola, come nel “Padrino”. << Bacioni. Dove, in verità, si legge scherno compiaciuto verso l’altro, antipatia certificata da La Bestia, bacioni nel senso di “… tranquillo, che tanto sappiamo dove abiti, vai, vai pure…” Bacioni come quel “dormi preoccupato” proprio del nonnismo da caserma, bacioni come gavettone che giunge in faccia direttamente dal Viminale. << Quando i pulcini lividi, stipati sempre lì nello stanzino della Bestia, suggeriscono al principale, al padrone, al Capitano di portare un bacione al riluttante, non puoi fare a meno di intuire tanfo di camerata, puzza di camera di sicurezza o di porta carraia di questura, l’eau sauvage sovranista, così almeno nella strategia delle effusioni leghiste. << Bacioni, tranquilli, stiamo per venire a prendervi tutti, bacioni, sì, bacioni, ed è quasi amore, di più, è esattamente un’intimidazione. Eppure qualcuno ora dirà che proprio grazie a quei bacioni la politica ha conquistato finalmente un volto a portata di mano, anzi, di portineria, amato tanfo di soffritto di cipolla sovrana, di elastico allentato della felpa, bacioni come quando, nottetempo, il rimandato va a forzare il citofono dell’infame prof, quindi, a debita distanza, si gode la scena di quest’ultimo costretto a scendere in pigiama per liberare il pulsante dallo stuzzicadenti che lo faceva suonare di continuo. Anche lì, bacioni, “professorone”, bacioni stronzo. >> (...) Fulvio Abbate *** Soverato Perché 2 Soverato, 8 luglio 2019

SOVERATO STRANGOLATA


I Fatti, soltanto i fatti

#soveratocomecrederci?

Soverato Perché 2
Soverato, 8 luglio 2019

domenica 7 luglio 2019

SOVERATO: DIVIETI DI TRANSITO E SOSTA PER INTERE SETTIMANE. NON PREVISTI I PASS PER I RESIDENTI!

I Fatti, soltanto i fatti

La città è costellata di divieti di sosta, redatti su foglio A4 e inseriti in buste trasparenti (sic). Appiccicati in maniera approssimativa e grossolana, tali divieti, artigianali e fai da te, svolazzano ovunque per le vie principali.

Moltissime le zone interdette alla sosta e al transito, per la bellezza di sette giorni! Non sono previsti pass per i cittadini residenti.
Sì, avete letto bene, sette giorni e nessun pass!
Divieto di transito e di sosta dalle ore 6,30 del mattino del primo giorno a coprire i sei giorni successivi. Per di più con il Corso Umberto che è chiuso per i lavori orrendi di cui abbiamo già scritto, e il lungomare sgarrupato per la cementificazione aberrante in essere, e anche di questa abbiamo scritto.

Non si sa bene per quali lavori, chi dice le strisce pedonali, chi dice i dossi, chi parla di una misterioso "aggiustamento". Di ufficiale si sa poco, alla popolazione, proprietaria di Soverato, non è dato sapere!

Si tratta di vie importanti, residenziali. Si tratta della quotidianità dei cittadini residenti, quelli che abitano, lavorano, vanno, tornano, hanno bambini, anziani, ammalati, e che straniti 
si interrogano su come dovranno raggiungere le proprie abitazioni, scaricare le loro vettovaglie, acqua, spesa alimentare, eccetera, e si domandano dove diavolo devono situare la propria auto, intesa non come lusso o scorrazzamento nel tempo libero, ma proprio veicolo di utilità per le proprie serissime attività. 

La nostra ineffabile amministrazione decide così di complicarci la vita, a Luglio, con le temperature torride che peggiorano lo scorrere delle cose e la presenza significativa di turisti. Come dovremo portare avanti la nostra laboriosa quotidianità, a chi decide e dispone neanche sfiora la mente! Ma dove abita? Come pensa? Non ultimo, con chi si consulta?

Aggiungiamo pure che molti locali chiudono con barriere la "loro" strada di transito, e se ciò si può tollerare per le ore serali in concomitanza della loro attività, certamente è di grande impedimento e intralcio nelle altre ore.

I cittadini residenti, quelli che pagano le tasse e hanno la cosiddetta "ritenuta alla fonte", sicché non evadono, sono come il sacco da boxe: botte da orbi e zitti!

Il sindaco Alecci vorrebbe cortesemente riflettere sul fatto che sta rendendo la vita quotidiana un inferno per moltissimi? O pensa di essere delegato e rappresentante esclusivamente della sua claque e delle sue truppe cammellate?

Sindaco! Ci siamo anche noi, eh! Impiegati, insegnanti, professionisti, pensionati, praticamente quelli che contribuiscono in larga parte a mandare avanti la città e che lei considera inesistenti, se non zavorra!

#soveratocomecrederci?

Soverato Perché 2
Soverato, 7 luglio 2019

sabato 6 luglio 2019

SOVERATO: IL RABBERCIO DI CORSO UMBERTO, LA GRANDE BRUTTEZZA

I Fatti, soltanto i fatti

Il nostro Corso Umberto I avrebbe dovuto essere come nella prima foto. Non che la stessa racconti molto, era appena appena una idea gettata in pasto agli osannanti, quando le signore Parlantina Sciolta, Propaganda Sempre e Chiacchiere al Vento, si riunirono nell'anno 2017 e come al solito si produssero in un magnifico spettacolo. 

 
Ci fu un concorso, così dissero, per scegliere il progetto migliore. Bah!

E ci furono tante parole, tante, tante, tante. Soverato da bere, Soverato da amare, Soverato da mangiare, da sposare, da maritare, da fidanzare, da non lasciare mai... 

E naturalmente il tripudio delle folle (che di solito capiscono il contrario di quel che è), e quindi: bene bravi bis complimenti siete i migliori come faremmo senza di voi.
Molti pure si lanciarono in consigli, io farei degli scivoli qua, e dei parcheggi là, e ti raccomando la via tale e la via talaltra, in un profluvio di scemenze che anche il Paese degli Sciocchi avrebbe raccomandato di darsi una calmata. 

Ma questo fu, con la promessa ultima del sindaco Alecci di "
consegnare ai turisti per Agosto  una città irriconoscibile". (Ai turisti!).

E questo è oggi. Sotto i nostri occhi. Una cosa rabberciata alla meglio, come sempre. Nessuna visione, nessuno sguardo al futuro, nessuna lungimiranza. 

Marciapiedi eliminati (certo!) e "leccatina" frettolosa al camminamento. Stop. Quello che c'è "sotto" è rimasto marcescente e immutato. Per illuminazione, i soliti orribili pali. Dicono che "poi"... Poi!

Camminiamo increduli e sgomenti. Chiunque si sarebbe vergognato di presentarlo e farlo fruire in queste condizioni. Neanche in una zona di guerra! Neanche in una ricostruzione dopo un terremoto!

Non parlateci di bellezza, per carità! Non parlateci di estetica, stile, arredamento urbano, spazi realizzati sotto l'egida del buongusto. 

Vediamo una "cosa" arrangiata, raffazzonata, arronzata. Pensata poco, ragionata ancora meno.
Ma questi che hanno agito, progettisti, tecnici, decisori, viaggiano, leggono, studiano? Hanno mai aperto un libro di storia dell'arte? Si sono mai fermati in una qualsiasi, stupenda, piazza italiana? Siena, per esempio? Si sono mai lasciati contaminare dalla bellezza, ché a loro risulta essere gravissima infermità?

Soverato giace esangue sullo sfondo, lontana, dimenticata, moribonda. Come farei senza di voi, sussurra con un filo di voce: si rivolge ai tanti che la amano e che impotenti restano ostinati a raccontare e ascoltare la sua malattia, oggi ancora più rappresentata e siglata da questo orrendo risultato che ci deturpa l'animo.

Soverato Perché 2

Soverato, 6 luglio 2019